Affreschi Veronesiani

Nella facciata della Villa è ben visibile lo stemma dei Soranzo. Il rimanente della decorazione esterna arieggia elementi architettonici di sapore palladiano. La triplice apertura della loggia è sottolineata da un finto colonnato: grandi colonne scanalate con capitelli corinzi scandiscono il prospetto con fondo a finto bugnato, a costruire un “architettura dipinta” di grande fascino. Oltre la breve scalinata, fiancheggiata da statue del 700 vicine al Bonazza raffiguranti le quattro stagioni, si giunge all’atrio che dà luce al salone centrale. La decorazione è molto varia: putti, festoni di verdura e frutta, uccelli, strumenti musicali e note e quattro figure di suonatori. Le due porte laterali sono sormontate da finte finestre. Lo stemma dei Corner si ripete nella parete nord e ricorda le vicende dell’illustre famiglia. Infatti se ne deduce che la villa è databile a dopo il 1564, anno del conferimento del Cappello Vescovile a Giorgio Corner, come confermato da una tavella sottotegola datata 1578. I due stemmi laterali sono delle famiglie Priuli e Soranzo. Assai felici sono le decorazioni del soffitto, inquadrate a piccole volte, lunette ed ovali , con angeli musicanti e putti alati. E’ la “maniera” del Veronese, quale si ritrova nella Villa di Maser e nella vicina Soranza del Sanmicheli, demolita nel 1800, tanto da non potersi escludere un suo parziale intervento. Dalla loggia si passa al salone. Qui l’effetto d’illusione si accentua nello schema a riquadri in cui elementi architettonici contrappuntano finestre e logge aperte su ariosi paesaggi prospetticamente incentrati sulle diagonali. Dei due pannelli centrali, rappresentanti scene campestri, restano purtroppo solo le sinopie, in quanto gli originali sono stati strappati durante l’ultima guerra. I pannelli laterali rappresentano la Temperanza, la Fortezza, la Prudenza e la Giustizia. Nelle sovrapporte figurazioni monocrome delle quattro stagioni, la Samaritana al pozzo, Susanna e i vecchioni. Accenti manieristi, che si rifanno ad invenzioni Veronesiane, in specie nei paesaggi aperti oltre le finte logge a balaustra, con figure di donna in sontuosi panneggi e primi piani di alberi su cieli mossi: veri e propri “trompe- l’oeil”. Anche le stanze laterali sono interamente affrescate ed hanno soffitti in legno alla sansovina con travature in origine dipinte. La stanza ad est, da cui si accede dal vestibolo, è la “sala di musica”: strumenti musicali di ogni genere e note tra festoni fioriti costituiscono eleganti fregi verticali. I temi della Fede, Speranza e Carità e, nelle sovrapporte, una Maddalena ed un San Gerolamo, completano il ciclo. Sulla parete a nord un paesaggio inquadrato da colonnati ionici ed ad est un camino marmoreo sormontato dalla Vergine con il Bambino. Nella stanza a sera, un altro camino in marmo di Verona è inserito in una decorazione architettonica, con finti stendardi, armature, stemmi e scene monocrome di carattere biblico, amorini, tralci di viti. Sulla sovrapporta il tema della Deposizione e, sopra il camino, il Martirio di S. Giustina. La stanza a mattina, a destra del salone, si illumina di finte finestre, aperte su paesaggi animati da alberi e scene monocrome su tondi, ingentilite da decorazioni floreali, con effetto di arazzi appesi alle pareti. La cucina, di formazione ottocentesca, ed il vano scala, che sale al piano ammezzato e alle soffitte destinate a granaio, un tempo parzialmente affrescati, completano l’ambiente. In epoca imprecisata, le pareti affrescate erano state ricoperte da strati di calce ed i locali suddivisi. I restauri sono stati condotti in tempi diversi dagli attuali proprietari sotto il controllo dell’Istituto Regionale dellle Ville Venete e della Soprintendenza ai Monumenti.